s.t. foto libreria galleria
Via degli Ombrellari, 25
00193 Roma
tel/fax +39 06 64760105
info@stsenzatitolo.it
www.stsezatitolo.it
orari estivi
dal lunedì al venerdì
10:30-20:00
sabato su appuntamento
a cura di Benedetta Cestelli Guidi
venerdì 12 dicembre 2008, ore 19.00
fino al 1 febbraio 2009
dal martedì al sabato 10.30-20.00/domenica 11.00-18.00

s.t. foto libreria galleria presenta per la prima volta in Italia il lavoro della fotografa italo-tedesca Eva Sauer.
Nata a Firenze nel 1973,
La mostra propone una selezione di opere -venti stampe a colori, nei due formati 30x30 e 80x80- frutto dei progetti su cui l’artista sta attualmente lavorando, centrati sul paesaggio urbano: immagini, per lo più, di spazi antropizzati, in cui risaltano l'attenzione per l'architettura e per il paesaggio. Utilizzando una Hassemblad 6x6, Eva Sauer registra il territorio durante i suoi spostamenti tra nord e sud, tra est ed ovest: dal porto di Amburgo alla costa atlantica del Portogallo, dai paesaggi boschivi della Foresta Nera agli edifici non finiti che puntellano la nostra penisola.
L’interesse per il paesaggio -nella doppia accezione di ambiente architettonico e paesistico- trova nella collaborazione con architetti ed urbanisti attivi in Italia e in Europa un momento di fertile scambio di competenze e di sguardi: alla documentazione dei progetti del gruppo internazionale di arti urbane Stalker, segue nel 2008 la collaborazione con il gruppo AVATAR-Architettura, con il quale l’artista ha esposto alla recente edizione della Mostra Internazionale di Architettura di Venezia (Out There: Architecture Beyond Building, 2008).
L’attenzione con cui
In termini simili, per Eva Sauer, la trasfigurazione del quotidiano in possibili mondi fantastici è prediletta alla pura registrazione: le sue fotografie sono un susseguirsi di istanti enigmatici, di sospensioni di senso ed intenti, più prossimo alla messa in scena teatrale che alla documentazione. Sebbene la fotografa non lavori alla costruzione di set veri e propri – come sperimentato da alcuni artisti contemporanei: da Jeff Wall a Gregory Credwson– le sue immagini si offrono come altrettante mises en scène, che lasciano intravedere solo un istante di una storia che sta a noi interpretare e magari continuare a sviluppare.