Guendalina Salini

La mostra Attraverso di Guendalina Salini è costruita come un gioco con delle regole ed istruzioni precise attorno a un dispositivo affettivo sorprendente nella sua banalità: la carta colorata delle caramelle. La cartina è il filtro colorato - giallo, rosso, verde, blu – utilizzato dall’artista nelle fotografie esposte e allo stesso tempo è l’elemento centrale del multiplo in edizione limitata kit per la sopravvivenza della visione, pensato e realizzato dall’artista insieme a Nero Publishing (neromagazine.it).

Usate come filtri, le cartine colorate creano degli effetti cromatici e di messa a fuoco che trasformano le scene e i momenti del quotidiano in immagini permeate da un’atmosfere sospesa, rarefatta, che ricorda la sperimentazione fotografica del passato. Il forte carattere onirico che ne deriva è enfatizzato dallo sguardo selettivo con cui l’artista cattura la realtà: momenti di abbandono, di oblio di sé - la siesta sotto l’albero, il salto nel vuoto -  momenti in cui la soglia del controllo razionale viene meno e si entra in una diversa dimensione percettiva del reale. Il piccolo filtro colorato diventa così il congegno infantile e giocoso attraverso cui rivelare un altro, possibile, aspetto del quotidiano, seguendo il pensiero presocratico per cui “la natura delle cose ama nascondersi”.

La cartina della caramella funziona allora come il pozzo in cui cade Alice: è il dispositivo attraverso cui Guendalina Salini opera uno slittamento di senso, uno spaesamento del mondo conosciuto che è proprio del perturbante, ma che è anche dello sguardo dell’artista; la capacità di vedere oltre l’opacità del mondo il lato nascosto delle cose, le pieghe invisibili della supposta “realtà”.

‘E uno sguardo indiretto il suo, interrotto dal filtro che cattura l’immagine. La visione indiretta, come ci dice Calvino quando ci racconta di Perseo con la testa di Medusa, non è il rifiuto del mondo in cui viviamo quanto piuttosto atto di resistenza, di forza: la distanza necessaria per uno sguardo creativo e poetico sulla realtà.

E l’artista è colei che riesce con un piccolo gesto, leggero e preciso, a trasformare una cosa quasi invisibile del nostro quotidiano, la cartina colorata della caramella appunto, in un dispositivo poetico della visione, attraverso cui suscitare quel senso di meraviglia nel guardare il mondo che è proprio dello sguardo trasognato e magico dell’infanzia.

La poetica del piccolo gesto semplice, del gioco e del superfluo che ispira questo lavoro ci riporta al pensiero Fluxus di un’arte che, come il lavoro di Guendalina, sia “semplice, divertente, non pretenziosa, che si occupi di cose insignificanti, che non richieda alcuna disposizione particolare, che non abbia alcuna comodità o valore commerciale”.

Allo stesso modo, il libro/scatola kit per la sopravvivenza della visione ricorda i Fluxkit, quei multipli-scatole ripiene di proposte formali semplici, immediate e giocose inventate dagli artisti per stimolare la partecipazione attraverso l’esperienza.

Il kit funziona come un gioco che ricorda formalmente anche le antiche scatole dei giochi divise in vari scomparti in cui trovano posto le piccole fotografie ordinate secondo il colore del filtro utilizzato, giallo, rosso, verde e blu, le cartine di caramella unite come le carte di colore di un Pantone – dispositivo da usare per il gioco -, e infine le istruzioni per produrre le proprie fotografie.

Il pieghevole di istruzioni per l’uso, un diagramma con diverse parole e indicazioni per giocare a inventare visioni, riassume, credo, il senso di questo lavoro “sui generis” di Guendalina, e cioè la fiducia nella potenzialità del gioco per stimolare la percezione e provocare un altro sguardo sul mondo, ritrovandone la poesia e la magia oltre l’apparente banalità del quotidiano, a patto di giocare, cioè partecipare e condividere, insieme il gioco dell’arte.

Bio

Guendalina Salini ha studiato e vissuto a Londra ed attualmente risiede a Roma. Ha esposto il suo lavoro in Inghilterra ed in Italia, partecipando a mostre collettive e personali. In Italia negli ultimissimi anni ha preso parte al progetto ’Artist’s Corner’ (Auditorium Parco della Musica, Roma), al Festival del Cinema di Locarno, al Festival del Cinema di Roma, alla Fondazione Isola di San Servolo (Venezia), alla Fondazione Baruchello ed alla Fondazione Fendi.