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Workshop con Lina Pallotta

WORKSHOP con LINA PALLOTTA

sabato 17 e domenica 18 aprile 2010


Con questo workshop intendo esplorare quella linea sottile che definisce i confini tra la nostra visione soggettiva e il soggetto che vogliamo fotografare. Apprenderemo a riformulare in maniera creativa la visione del mondo cercando le metafore visive personali: reportage oggettivo/reportage soggettivo. Vorrei mostrarvi il lavoro di fotografi come Shomei Tomatsu, Daido Moriyama e il gruppo di Provoke, Jim Goldberg, Rinko Kawauchi, Morten Andersen, Ed Templeton ed altri che hanno messo in discussione l'approccio convenzionale e le strategie della narrativa fotografica.
Cercheremo di essere fedeli sia ai fatti che alle nostre percezioni, evitando i pregiudizi, aprendo noi stessi al flusso illimitato della realtà. Vi aiuterò a giungere alla messa a fuoco dei contenuti e del personale punto di vista e percezione per sfidare le concezioni dominanti (luoghi comuni) del vedere.
Esploreremo le possibilità espressive e comunicative della fotografia in un momento in cui la rete e nuovi linguaggi - web/ multimedia - diventano predominanti. L.P.

Si consiglia di portare un portfolio o una selezione del proprio lavoro in stampe o in formato digitale.

Il corso si svolgerà in lingua italiana e in inglese con interprete. Luogo: s.t. foto libreria galleria - Via degli Ombrellari n.25 - 00193 Roma www.stsenzatitolo.it - info@stsenzatitolo.it - tel/fax +39 06 64760105
Orari: sabato 10,30/18,30 - domenica 10.30/18,30


Lina Pallotta (1955 S. Salvatore Telesino) vive tra NY e Roma. Nel 1990 si diploma in Fotogiornalismo e Documentario Fotografico all'International Center of Photography di New York City. Ha lavorato per l'agenzia Impact Visuals Agency (New York City) e dal 1992 al 2002 per l'Agenzia Grazia Neri di Milano. Tra le sue storie principali: Tompkins Square Park and Lower East Side, Afghan Women, the Nuyorican Poets Café - New York; The Day of the Dead, Piedras Negras, Basta - to work and die on the Mexican border - Messico. Tra i premi ottenuti: New York Foundation for the Arts - The Catalogue Project 1998; Fund for Creative Communities - Lower Manhattan Cultural Council 2003; CASE Media Fellowships - University of Texas, El Paso. Dal 1991 numerose personali e collettive in diversi spazi sia in Europa che in America, tra i quali: la Casa delle Letterature (Roma, Italia); Queens Museum of Art ( New York City, USA); ABC NO RIO (New York City, USA ); Azido Gallery (San Francisco, USA); L'Atelier de Visu (Marsiglia, Francia); CP Gallery (Roma, Italia); Confluences ( Parigi, Francia ); Maschio Angioino (Napoli, Italia); Mole Vanvitelliana (Ancona). Alcune mostre: "My Face - My Story" 2003; "I am from Lower East Side" 1998; "Imagine/Action - Poesia in Movimento" 1999 (delle quali sono stati pubblicati cataloghi); "Basta - lavorare e morire sul confine messicano", una mostra itinerante che si accompagna ad una conferenza con le rappresentanti di organizzazioni di donne lavoratrici in Messico. Dal 1990 ha insegnato e tenuto stage in diversi istituti come l'International Center of Photography e l'Empire State College di New York e attualmente insegna alla Scuola Romana di Fotografia. 

Tutti le informazioni sul sito di Obiettivo Granieri:
www.obiettivogranieri.net/index.asp

 

RVM magazine: il nuovo numero da s.t.

E' arrivato da s.t.  il secondo numero di Rear View Magazine

http://www.rearviewmirror.it/index.php

 

 

slide show Il Paese delle Meraviglie di Valentina Vannicola, giovedì 4 febbraio, tra le 19:00 e le 21:00

 


In occasione della chiusura della sua prima personale  da s.t. Valentina mostrerà lo slide show Il Paese delle Meraviglie in cui ha  montato il  lavoro ispirato al racconto più estraniante della nostra cultura:  Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll

 

sabato 6 febbraio, ore 19:00 inaugurazione di Piano Terra di Massimo Nicolaci

Il giovane fotografo siciliano (Catania, 1989) ha realizzato un’installazione audio video dedicata alla ricerca svolta sulla vita dei cochards della Stazione Termini di Roma. Curata da Annalisa D’Angelo e in collaborazione con CameraOscura, l’installazione propone 10 stampe in bianco e nero in due formati (24x30; 40x50), un video e una gigantografia di uno dei provini a contatto

 

 

 

“Massimo Nicolaci entra negli occhi di persone sconosciute, di persone per lo piu' invisibili al resto della gente che corre in preda all'ansia di perdere un treno. Massimo invece si ferma, gira intorno a loro, li osserva, poi pian piano si avvicina e ascolta le loro storie, una volta acquisita la fiducia degli abitanti diurni della Stazione Termini, continua a parlare e a farli parlare e nel mentre li fotografa. Loro sono a proprio agio, guardano nell'obiettivo, ma in realtà lo guardano, si confrontano con lui, sono fieri, sicuri di sé, sono ormai amici.

Fotografare i clochard delle stazioni sembra essere un lavoro fondamentale nel cammino di un fotografo, Nicolaci l'ha iniziato quasi per gioco, per esercizio. Un po' alla volta si appassiona e, munito di un registratore, registra voci, storie montando poi tutto in una proiezione digitale, che e' un suo primo biglietto da visita.

I ritratti degli abitanti della stazione sono pungenti, il bianco e nero e' deciso, stampato in camera oscura. A volte tornano in mente i lavori di Anders Petersen, quasi esplicite citazioni, ma Nicolaci ha uno stile potente e riconoscibile

L'alternanza tra i ritratti rigorosamente verticali e i paesaggi urbani orizzontali rendono il lavoro filmico, in continuo movimento                                                                                                                                                                           Annalisa Annalisa D'Angelo

 

Massimo Nicolaci (Catania 1989) vive tra Roma e Caltagirone. Nel 2006 frequenta un workshop, organizzato da Obiettivo Granieri con Lorenzo Castore in quella occasione conosce Michael Ackerman. Nel 2007 inizia la sua ricerca fotografica personale. Dal 2008 collabora con CameraOscura e nello stesso anno realizza il progetto "Piano Terra". Nel 2009 partecipa a “First Impression” lettura portfolio organizzata da Magnum Photos in collaborazione con la Photography Gallery di Londra. Ha esposto in varie mostre collettive tra cui: Collettiva al Museo delle Ville Storiche Caltagironesi e Siciliane, “Living Rome” – Roma, “Dimensione massima 10x12 cm” organizzata da CameraOscura e 3/3 – Festival Internazionale di Fotografia in Roma, FNAC in Traslation – CurArt IED - Roma. Le sue fotografie sono state pubblicate in "Unnisi?" – Contesti editore - Obiettivo Granieri. Attualmente collabora con Obiettivo Granieri e CameraOscura.

Annalisa D’Angelo dopo aver conseguito un MFA presso l’Emerson College di Boston in Scrittura Creativa, Letteratura ed Editoria, ha lavorato all’organizzazione di workshop fotografici con Carlo Roberti, direttore e fondatore del Toscana Photographic Workshop. Dal 2006 collabora con il fotografo di reportage Paolo Pellegrin/Magnum Photos per il quale ha curato varie mostre: Access to Life Washington, USA; As I was Dying Arles, Francia; Iraqi Refugees Perpignan, Francia;Disposable People, Hayward Gallery, Londra, GB: Black Mountains Reportage Atri Festival, Italia. Ha collaborato alla realizzazione del libro di Paolo Pellegrin As I was Dyingpubblicato nel 2007. In collaborazione con 3/3_studio di ricerca sull’immagine fotografica_  cura la mostra personale di Fabio Barile Diary N 0 - Things that do not Happen; con 3/3 e Camera Oscura, cura la collettiva Dimensione Massima 10x12cm, entrambe nel 2009.

 

 

 

                                                                                   

 

Raccontare il quotidiano. Corso di fotografia di Maurizio Cogliandro

Raccontare il quotidiano
corso di fotografia di Maurizio Cogliandro

Durata: 3 mesi - 30 ore
Lezioni: 10 di 3 ore ciascuna
Data inizio: 1 febbraio
Frequenza: 1 volta a settimana
Orario: 19.30 – 22.30
Numero chiuso: max 10 allievi
Requisiti richiesti: conoscenza base della tecnica fotografica
Prezzo: € 300,00

Il corso è dedicato al rapporto tra racconto fotografico e vissuto quotidiano. L’obiettivo è guidare gli studenti nello sviluppo di un progetto personale di esplorazione e narrazione della realtà circostante a partire dalla propria esperienza.
Prima di tutto, gli allievi saranno sollecitati ad esercitare la propria percezione dell’immagine.
Attraverso la visione dei lavori di differenti autori, si passeranno in rassegna i diversi format visivi. La conoscenza dei format visivi permette al fotografo di individuare quello più idoneo a raccontare l’evento o la realtà che ha scelto di mettere a fuoco.
Un’attenzione particolare sarà dedicata al lavoro di quegli artisti che hanno cercato di raccontare il mondo attraverso la verità del proprio vissuto.
Gli studenti saranno dunque guidati ad assumere una nuova consapevolezza delle risorse offerte dal linguaggio fotografico: come osservare e tradurre in presa diretta gli accadimenti e gli stati d’animo della vita quotidiana attraverso le tecniche e le forme specifiche della fotografia.
Ogni allievo sarà messo in condizione di trovare e sperimentare il format creativo più consono alla sua personalità.
In questa direzione è lasciata allo studente la possibilità di scegliere il mezzo più vicino al proprio modo di vedere: analogico o digitale, colore o bianco/nero, nel rispetto dell’inclinazione personale di ognuno.
Nel corso delle lezioni, avendo nel frattempo fotografato indipendentemente, si avrà la possibilità di confrontare e commentare il lavoro svolto, di verificare gli obiettivi della propria ricerca e i progressi fatti.
Ogni studente si dovrà preoccupare di produrre il materiale fotografico (provini, stampe, etc.) su cui si lavorerà in ogni lezione.
Al termine di questo percorso di continuo confronto sulle immagini prodotte, si arriverà ad una selezione finale.
I portfoli di tutti i partecipanti saranno infine presentati con uno slide-show da s.t. in una serata ad hoc.

 
Maurizio Cogliandro
nasce a Bracciano (Roma) nel 1979. Consegue l’HND Course of Photography presso il Leeds College of Art and Design (Leeds, Regno Unito) e un Master in Fotografia presso la Scuola Romana di Fotografia (Roma, Italia). Nel 2004 collabora al progetto artistico di Simon Morris The Royal Road to the Unconscious supportato da Freud Museum of London, Arts Council of England e Leeds University. L’anno seguente è selezionato all’Epson Art Photo Award di Colonia (Germania). Riceve il Premio Canon Giovani Fotografi (2005), il Premio Pesaresi (2006) e il Premio Attenzione Talento Fotografico Fnac (2009). I suoi lavori sono stati esposti in mostre personali e collettive: Freud Museum, Londra (2004); Accademia Albertina, Torino (2004); The Art Cologne, Colonia (2005); Galleria Grazia Neri, Milano (2006); Goethe Institut, Istanbul (2006); Festival di Savignano (2007); Photomonth Festival, Cracovia (2007); Galleria S.T. Senzatitolo, FotoGrafia Festival Internazionale di Roma (2008).
E’ entrato recentemente a far parte del collettivo Posse Photo Agency.

 

presentazione del libro "Gentlemen of Bacongo"

martedì 22 dicembre 2009
ore 19:00

presentazione del libro di
Daniele Tamagni

Gentlemen of Bacongo

ed. Trolley

Intervengono:
Daniele Tamagni, fotografo
Gigi Giannuzzi, editore Trolley



Daniele Tamagni è nato a Milano nel 1975. Dopo la laurea in Conservazione dei beni culturali e la specializzazione in storia dell’arte si è dedicato alla fotografia. Negli ultimi anni ha realizzato progetti finalizzati ad approfondire la cultura afro caraibica nel mondo, da Milano a Londra, dal Benin a Cuba.
La predilezione per il reportage e la ricerca socioculturale lo hanno portato a Brazzaville in Congo, dove ha documentato la vita dei Sapeurs, i dandy famosi per il loro culto dell’eleganza. Rispettati ed ammirati dalla comunità i Sapeurs si definiscono al tempo stesso dei gentlemen per le raffinate maniere nel vestire e nelle relazioni sociali oltre che degli artisti per la capacità nel trasformare l’eleganza in arte. Da questo progetto è nato il libro Gentlemen of Bacongo, edito da Trolley, con prefazione di Paul Smith.
Tra i riconoscimenti più significativ ottenuti da Daniele Tamagni: miglior portfolio al concorso Canon Giovani Fotografi 2007, vincitore sezione professionale photo contest Marinella Cas-sina 2008, secondo classificato Premio Ponchielli 2009. Tra le varie esposizioni: Galleria Grazia Neri, Forma, Photofestival 2009 Milano, Getty Gallery a Londra, Paris Photo 2009.

 

Georgia Galanti books show

domenica 13 dicembre
dalle 12:00 alle 20:00

Books Show
con  l'anteprima di
Il mio nome è Rosa (Nuages, 2009) 
e tutti gli altri meravigliosi libri scritti e/o illustrati da
Georgia Galanti

Georgia Galanti è nata a Londra nel 1974. Ha compiuto i suoi studi artistci a Los Angeles e poi a Reggio Emilia. Attualmente vive a Cattolica.
Come autrice e/o illustratrice ha pubblicato: Nel pesce (Celesterosa, 2007), Ore quotidiane (Celesterosa, 2007), Casa d'altri di Silvio D'Arzo (Nuages, 2007),  Io e il mio papà (Nuages, 2007), Cartoline da Mompracem (Nuages, 2008),  Io e la mia nonna (Nuages, 2008),  Nido d’ape (Il pulcino elefante, 2008), Il mio nome è Rosa ( Nuages/Lettr'ange, 2009), Io amo la mamma e il babbo (2008), in dono a tutti i nuovi bambini nati nel Comune di Cattolica
Ha esposto i suoi lavori in Italia e all'estero, realizzando spesso dei progetti site-specific in degli spazi pubblici.
Tiene  regolarmente dei laboratori per bambini e adulti presso scuole, biblioteche, musei.

www.georgiagalanti.it
www.nuages.net
 
 


presentazione del libro "Il gioco della cucina"

 
giovedì 3 dicembre 2009
ore 18:30

presentazione del libro di
Emanuela Notarbartolo di Sciara

IL GIOCO DELLA CUCINA
Divertirsi e imparare cucinando

illustrato da Fiona Corsini

Passigli Editori

interverrà Paolo Scotto


Nella sua introduzione a questo volume, Arrigo Cipriani, il famosissimo patron dell'Harry's Bar di Venezia, parla dei suoi 'clienti maestri', e confessa come da loro abbia appreso quasi tutto quello che sa dell'arte culinaria. Emanuela Notarbartolo di Sciara rientra sicuramente tra questi 'clienti maestri', ma sempre secondo Cipriani, che parla della cucina delle grandi famiglie come della migliore - data la discendenza 'aristocratica' della sua arte culinaria, merita una 'stella' in più. Nell'ispirazione dell'autrice, Il gioco della cucina deve molto alle antiche e sagge cuoche di famiglia che avevano insegnato a cucinare a sua madre, autrice tra l'altro di un famosissimo libro di ricette illustrato dal grande architetto Giò Ponti. Ma molto anche all'esperienza personale, fatta di viaggi, frequentazioni di grandi alberghi e ristoranti, scambi di ricette con amici altrettanto appassionati e, soprattutto, di tanta curiosità e di tanto gusto. Il libro unisce così alle grandi ricette della cucina internazionale le ricette della nostra tradizione. Nessuna indulgenza, invece, verso la nouvelle cuisine: per citare ancora l'introduzione di Cipriani, «quando oggi sento parlare di rivisitazione della cucina tradizionale mi sento male, perché le nostre ricette non hanno altro bisogno che di essere svolte correttamente». Concetto sul quale Emanuela Notarbartolo di Sciara è perfettamente d'accordo.

 

presentazione del libro "Desertions" di Giovanna Silva



venerdì 20 novembre 2009
ore 19:00

presentazione del libro

Desertions

 fotografie di Giovanna Silva

a+m bookstore edizioni, 2009

 intervengono:

Stefano Chiodi, critico e storico dell'arte
Alberto Saibene, consulente editoriale

Giovanna Silva, fotografa

Desertions è il racconto di un’immersione sperimentale nel cuore deserto della California: il designer Enzo Mari, accompagnato dallo scrittore Gianluigi Ricuperati e dalla fotografa Giovanna Silva, autrice del libro, si inoltra alla ricerca di una sostanza fatta di oggetti abbandonati e tentativi falliti di colonizzazione.

Nel vuoto fatto di rocce che si trovano ad attraversare, Mari raccoglie materiali e oggetti abbandonati per trasformarli secondo una nuova funzione, ma soprattutto rielabora le spoglie dell’America, tra i tristi tetti spioventi che appaiono dietro ai muri delle gated communities, copertoni neri che segnano percorsi come opere d’arte povera dimenticate, composizioni di maionese heinz e lattine di campbell, interni crepuscolari e tovagliette tex mex.

Un documento che ritrae il grande designer in un paesaggio denso di richiami cinematografici, tra diner’s, gelatai nel deserto, in un vuoto che si è fatto teatro di riflessioni e dissertazioni.

 

Sant'Obama e altri oggetti fatti a mano da Barbara Palmentola

s.t. e CAMERA21
presentano


Sant'Obama 

e altri oggetti fatti a mano da
Barbara Palmentola

esposizione e vendita
domenica 15 novembre 2009
dalle 11.00 alle 20.00

Borse grandi e picccole, coroncine di perline, slogan ricamati, tessuti riciclati, nastri e paillettes, santini e bamboline woodoo per sostenere o esorcizzare le icone politiche del nostro tempo.


“Nella cucina /laboratorio di Barbara Palmentola, tra una torta salata ed un commento al telegiornale, prendono vita oggetti meravigliosi, da utilizzarsi, prima e dopo i pasti, ma preferibilmente sempre in base al livello di gradimento politico della giornata. In un giorno di sciopero, scuola chiusa e bimbi a casa, sentirai il bisogno di sfogarti un po’ utilizzando quel morbido puntaspilli su cui c’è stampata l’effige di una maestrina non tanto simpatica, attualmente alla direzione del ministero dell’istruzione pubblica. Quando poi (è difficile) ti sveglierai di buon umore e vorrai rivolgere una preghiera per questo mondo pazzo, Barbara Palmentola inventa un santo nuovo da portare con te, che solo a guardarlo ti colmerà il cuore di speranza. E’ sexy ma già sposato. Se vuoi ripassare qualche concetto di geografia politica, troverai un’Italia, questa sì più bella che intelligente, da spillare al petto, con le isole appese ad un filo…
Ci sono poi piccole e grandi borse, capaci di cambiarti l’umore, se piove (governo ladro), ti sembrerà che ci sia il sole e se hai voglia di farti nuovi amici, indossale, perché tutti ti domanderanno chi l’ha create.
Coroncine di perline colorate, slogan ricamati, nastri, paillettes, tessuti riciclati, in partenza sempre l’utilizzo di immagini fotografiche e riproduzioni di icone del nostro tempo prese in prestito, non senza ironia, al fantastico mondo della politica.
Per le più moderate: simboli di classiche bellezze, capaci di riportarci in epoche remote di eleganza e compostezza. Ogni pezzo è unico e sapientemente realizzato a mano”.
Simona Flippini

 

Associazione Culturale CAMERA 21 fotografia contemporanea
 info@camera21.it
www.camera21.it

s.t. foto libreria galleria
via degli ombrellari, 25
Roma 00193
T/F+ 39 06 64760105
info@stsenzatitolo.it
www.stsenzatitolo.it