Eliseo Mattiacci
Nato a Cagli il 13 novembre 1940, esponente dell’Arte povera, attivo a Roma, Eliseo Mattiacci fin dagli esordi si è interessato alla sperimentazione di nuovi materiali e tecniche e, influenzato dall’action painting e dal new dada, ha ideato opere, installazioni e performances che accentuano il progredire dell’azione creativa, più che l’aspetto formale (a cominciare dal Tubo, lungo 150 m e modificabile in relazione ai diversi contesti espositivi, 1967, o quando l’artista, nel1971, espose sé stesso con braccia e mani ingessate). In seguito Mattiacci ha spesso utilizzato spazi aperti per le sue installazioni: Torre dei filosofi, nella campagna di Monteluro (Pesaro, 1985); Riflesso cosmico, sulla pista di pattinaggio di Cervinia (1992); Le vie del cielo, nell’alveo del fiume Bidente (Forlì, 1994); Riflesso dell’ordine cosmico, nel porto di Pesaro (1996); l’insieme delle opere monumentali esposte nei Mercati di Traiano a Roma (2001). Nel 2005 ha realizzato l’operaOcchio del cielo nel parco della UCLA (Los Angeles, mentre nel 2006 ha partecipato con l’installazione permanente Danza di astri e stelle a un progetto, promosso dal comune di Reggio Emilia, che ha coinvolto diversi artisti. Nel 2013 ha esposto alla Fondazione Pescheria di Pesaro, da lui stesso inaugurata nel 1996, due grandi installazioni dedicate alla città, riunite nella mostra Dinamica verticale.

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