Franco Mapelli

Nato a Milano vive e lavora a Roma, dove si è laureato in architettura prima di dedicarsi alla fotografia.
La sua ricerca fotografica sul territorio riguarda principalmente i luoghi urbani, quelli naturali e soprattutto le contaminazioni fra i due elementi .In particolare si notino i lavori sulla periferia romana Il grande margine Paesaggi e nuove periferie (personale) Roma Spazio Renzi & Partners, Foto Grafia, Festival Internazionale di Roma. Campagna Romana con Rovine Parco reg.AppiaAnt.-Casa di Goethe., Ex Cartiera Latina, Roma. Testi di Edoardo Albinati settembre 1999 ( con M.Delogu, M.Valdarnini, F.Gasparri, S.Amato). Facciate,il fascino dell’inattualità 2007-10) ricerca in corso sul tessuto urbano napoletano di Milano e Roma)
Altro filone importante quello del paesaggio “segnato” dalla storia – Terre di Riforma Foto grafia festival internazionale di Roma Ala Mazzoniana Termini 2007; la ricerca Scene di superficie, paesaggi minerari in Sardegna 2009.
Altre mostre significative: Visione Aperta Roma Città-tre fotografi vedono Roma(Roma Acquario Romano, 2004), Vuoto dentro Berlino (Goethe Institut di Roma, 1997),Villa, Villa Borghese e i suoi segni (Istituto Italiano di Cultura di Edinburgo, 1995), Paesaggi da Goethe-luoghi nelle stagioni del viaggio in Italia (Orto Botanico di Roma, 1990)
La recente realizzazione ( Roma- palazzo Taverna, La Spezia- Camec, Genova -foyer di Palazzo Rosso,2011) è un lavoro di paesaggio sui luoghi di origine di Paganini, la Val di Vara, “Ascoltare il paesaggio” a cura di Monica Amari (Ass.cult. Am.fest. paganiniano) e con intervento critico di Maria Perosino.
E’ presente al Festival di fotografia di Roma 2012 (Macro Testaccio) con tre immagini di grande formato della succitata serie “Scene di superficie, paesaggi minerari sardi”.
Con s.t. foto libreria galleria ha realizzato nel 2010 La Mariée mise à nu par ses célibataires, ovvero Il Grande Vetro di Marcel Duchamp al Philadelphia Museum of Art, un’edizione di nove fotografie, a cura di Matteo Di Castro, con un testo di Stefano Chiodi.


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