Tano Festa

Roma (1938-1988) Tra i ragazzi della scuola di Piazza del Popolo era sicuramente il più passionale e semplice nei modi. Frequentava il caffè Rosati insieme a Schifano, Angeli e Giosetta Fioroni. E anche lui era di casa alla galleria La Tartaruga. Un movimento, quello della Scuola di Piazza del Popolo, al quale nel tempo si avvicinarono anche Mambor, Kounellis, Lo Savio (fratello di Tano Festa), Tacchi e Bignardi. La prima esposizione di Tano Festa risale al 1959, insieme a Franco Angeli e Giuseppe Uncini, alla Galleria La Salita di Roma dove , nel 1961, tiene la sua prima personale. La pittura di Festa è sempre stata carica di una forza espressiva contaminata dalla necessità di percepire l’oggetto del quotidiano come base fondante di quella che sarà l’arte che verrà: ecco quindi persiane, porte, finestre, armadi e specchi che non svolgono più la loro funzione di oggetti ma, in quanto dipinti, sdiventano pittura. Come artista popolare, (così egli definiva la sua attività in quegli anni), sostiene a buon diritto la possibilità, tutta italiana, di potere esprimere la cultura Pop facendo a meno di zuppe o attrici ma mettendo in risalto le bellezze artistiche inestimabili che la storia ha custodito. Ecco quindi l’interesse verso l’analisi della tradizione artistica italiana del Rinascimento, estrapolando e facendo citazioni dall’opera di Michelangelo. Nella metà degli anni Sessanta lavora infatti a grandi pannelli dove appaiono, seguendo la tecnica fotografica, isolati stralci dagli affreschi della Cappella Sistina e dalle tombe medicee realizzati con pittura a smalto su tela emulsionata. Nel 1966 viene a contatto a Milano con artisti come Arp e Man Ray. Festa tramuta i suoi oggetti dipinti in pittura di oggetti e continua a lavorare sulla fotografia. Poi arrivano gli anni ’70, i più difficili della sua immensa carriera artistica: benchè fosse sempre presente alle più importanti manifestazioni, critici e galleristi gli preferivano artisti che riuscivano a comunicare meglio la propria immagine. Negli anni ’80 trova nuovi impulsi creativi e realizza la serie dedicata ai Coriandoli, enormi tele in festa ricche di materia pittorica. Riscopre, inoltre, una nuova figurazione espressa nel segno e nel gesto duro e tagliente. Il nuovo lavoro di Festa è legato, in questi ultimi anni, all’espressionismo, riletto e adattato alla sua volontà, di artisti come Munch, Ensor, Bacon e Matisse. Ma in Festa esiste anche la solitudine e il vuoto. La critica, attratta da questa rinnovata creatività, si interessa di nuovo al suo lavoro. Nel 1980 partecipa infatti alla XL Biennale di Venezia e nel 1982 è presente alla mostra Artisti italiani contemporanei 1950-1983 e diverse sono le mostre personali che vengono allestite. Nel 1989 realizza la monumentale “Finestra sul mare”, visibile sul lungomare di Villa Margi , tra Palermo e Messina, dedicata al fratello Francesco Lo Savio, morto giovanissimo del 1963.
biografia pubblicata su www.arteinvestimenti.it


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